Il Napoli cala il pokerissimo in attesa del Panionios

Saranno i greci del Panionios i prossimi avversari del Napoli nel terzo turno dell’Intertoto: storica squadra di Atene allenata dal tedesco Ewald Lienen, ha eliminato l’OFK Belgrado malgrado lo 0-1 patito in terra serba. Al Nea Smyrni però gli ellenici hanno vinto 3-1 con doppietta di Lampros Choutos, vecchia conoscenza del calcio nostrano avendo militato nella Roma, nell’Inter, nell’Atalanta e nella Reggina, racimolando 15 presenze e zero gol in 7 stagioni. Ma è la Grecia la dimensione ideale di Choutos che proverà a far paura al Napoli di Reja domenica prossima ad Atene e fra due settimane nel ritorno del San Paolo.

Così s’era pronunciato il presidente degli azzurri, Aurelio De Laurentiis, circa il prossimo avversario del suo club: “In Intertoto spero di affrontare l’Ofk Belgrado; certo, ad Atene potrei farmi qualche bagno sulle splendide spiagge greche, ma è meglio andare a Belgrado, calcisticamente è una realtà più semplice da affrontare“. Non è stato accontentato, anche se il lavoro che stanno effettuando i suoi ragazzi non mette in apprensione i vertici partenopei. Continua infatti serratamente la preparazione in vista dell’esordio europeo; anche oggi a Jannersdorf la truppa di Reja si è cimentata in una amichevole contro l’Übelbach: 5-0 il risultato finale e marchingegni sempre più oleati.

In evidenza il brasiliano Pià, autore di una doppietta, ma molto bravo anche Maggio, gol e assist per lui, Hamsik, solito fosforo a centrocampo e Bogliacino, chiaramente in palla. Gli altri due gol, il primo e il quarto cronologicamente, li hanno siglati Savini, ribattendo in rete una punizione di Dalla Bona respinta dal portiere, e Denis, a porta vuota su assist del succitato Maggio. Impegnato un paio di volte pure Gianello, che ha giocato la prima ora di partita, sempre pronto e sicuro negli interventi.

In serata, archiviata l’amichevole pomeridiana e appresa la notizia della vittoria del Panionios sono arrivate le prime dichiarazioni circa il prossimo avversario di Intertoto. Per Marino è una “squadra esperta e smaliziata, fisica, che ha in attacco quel Choutos rapido e veloce che già conosciamo. Sarà una gara insidiosa sul loro terreno, ma senza dubbio alla portata del Napoli. Comunque è già una vera e propria gara di Coppa Uefa“. Mentre Reja aveva pronosticato che si sarebbe qualificato il Panionios: “E’ una squadra tosta e grintosa, che in casa si fa rispettare. In Grecia sarà una gara difficile. Oltretutto sono già al lavoro da un mese ed hanno due gare di Intertoto nelle gambe. Comunque confido nel Napoli che saprà tirare fuori il meglio“. Appuntamento fra 7 giorni, in Grecia.

Fonte: sscnapoli.it

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Atletico Madrid stangato dall’Uefa: due giornate di squalifica al Vicente Calderon

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Giudice sportivo: tre giornate a Mexes, una a Panucci.

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Matthaeus arresato e poi rilasciato in Israele



Il pallone d’oro Lothar Matthaeus, campione del mondo con la Germania e ora allenatore in Israele del Maccabi Netanya, venerdì scorso ha vissuto delle brutte ore nell’aeroporto di Tel Aviv. L’allenatore è stato infatti arrestato perché sprovvisto del regolare permesso di lavoro obbligatorio e il suo visto da turista era ormai scaduto. L’episodio è avvenuto nell’aeroporto “Ben Gurion” ed è stato raccontato direttamente dall’ex giocatore al magazine tedesco “Kicker“.

Per la sua liberazione sono servite molte telefonate. A interessarsi del caso c’è stata ovviamente la società che lo ha messo sotto contratto tre mesi fa. Decisivo però è stato l’intervento di alcune personalità locali, tra cui importanti uomini politici, che hanno fatto in modo che le procedure burocratiche si snellissero notevolmente. Alla fine Mattahaeus è stato liberato e ha visto la validità del suo visto turistico prolungata di un’ulteriore settimana.

La sua posizione resta per il momento provvisoria e in questi giorni il Maccabi Netanya dovrà provvedere alla sua definitiva regolarizzazione altrimenti sarà costretto, ovviamente, ad abbandonare il paese. Il tedesco si augura che tutto vada bene, il suo commento stizzito su questa vicenda ha fatto capire che non tollererà altri disguidi: “E’ stato sconvolgente. Non mi era mai capitato che un club non riuscisse a districarsi in una situazione come questa“. Come non dare ragione al buon vecchio Lothar, l’arresto in un paese straniero non deve essere affatto piacevole come situazione.

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La dura trasferta del Brasile in Venezuela



Se sul campo i verdeoro non hanno faticato a imporsi sulla nazionale venezuelana, ben diversa è stata l’esperienza fuori dal campo durante tutte le 24 ore di permanenza sul suolo del presidente Chavez. Un clima ostile ha caratterizzato l’accoglienza dei brasiliani, in qualche modo si può dire che i padroni di casa abbiano fatto di tutto per vincere la partita. A partire dal viaggio per raggiungere la cittadina di San Cristobal, terribile e faticoso, già si poteva intuire che le ore successive non sarebbero state affatto semplici.

La nazionale brasiliana è stata alloggiata in un albergo che definire una catapecchia è un eufemismo e durante tutta la notte, con la complicità dello staff della struttura, il sonno dei pentacampioni è stato disturbato dallo sfrecciare e dallo strombazzare di automobili e motociclette. Ma il peggio doveva ancora venire. Il clima che i tifosi ospiti hanno trovato allo stadio non è stato per niente amichevole: i tifosi brasiliani che avevano seguito la Seleçao sono stati costretti con la forza ad ammainare le loro bandiere e a togliere le loro magliette.

I 40.000 venezuelani presenti sulle gradinate hanno tempestato di fischi non solo gli avversari durante tutta la partita ma anche il loro inno prima del calcio di inizio. Durante la partita poi ben 4 giocatori verdeoro sono stati colti da malore, si tratta di Maicon, Lucio, Elano e Gilberto Silva. Il sospetto è che sia stato servito loro del cibo avariato. Ma i disagi hanno toccato anche gli inviati delle televisioni e della carta stampata: un fotografo brasiliano ha raccontato di essere stato picchiato dalla Guardia Nacional, la sua unica colpa era quella di provare a intervistare dei giocatori brasiliani durante l’intervallo.

Il ct della nazione brasiliana, Carlos Dunga, ha parlato apertamente di complotto ai danni della sua squadra aggiungendo la sua impressione sul Venezuela: “In questo paese non funziona niente. Abbiamo sempre mostrato rispetto per tutte le squadre, e chiediamo di essere rispettati“. Adesso non resta che aspettare la gara di ritorno per capire se ci sarà un seguito a questi spiacevoli episodi oppure se i tifosi brasiliani si dimostreranno più sportivi.

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Nazionale: Stop alle trasferte per i tifosi?

Giusto vietare le trasferte ai tifosi dopo i fatti di Sofia?

Quella di Sofia contro la Bulgaria, potrebbe essere stata l’ultima trasferta con tifosi al seguito per la Nazionale italiana per chissà quanto tempo. In seguito ai vergognosi cori filo-fascisti da parte di un centinaio di supporter italiani infatti, il presidente della Federcalcio Abete ha tuonato: “Non chiederemo più altri biglietti per le partite dell’Italia all’Estero.”

Dopo le parole di sdegno per quanto avvenuto sabato, dove tre ultras italiani sono stati arrestati per aver bruciato una bandiera bulgara, si è passati ai provvedimenti o, quantomeno a proposte di provvedimento. Una presa di posizione forte, forse necessaria ma che cozza terribilmente con le successive dichiarazioni dello stesso Abete:

“Ritengo che chi ha esibito le croci celtiche a Sofia possa essere individuato, visti i mezzi tecnologici oggi a disposizione. Non si tratta di tifosi, ma di persone che hanno una propensione a delinquere con l’intenzione di danneggiare l’immagine del calcio e del nostro paese. I biglietti vengono venduti dalla federazione previa verifica del ministero dell’Interno. Figc e ministero hanno nome e cognome delle persone assegnatarie dei tagliandi. Purtroppo, poi, lo stadio di Sofia non aveva nessun controllo all’accesso: non c’erano tornelli o schede di lettura, quindi bisogna vedere se nell’impianto è entrata qualche persona diversa dall’assegnataria del biglietto. Dispiace, perchè molte persone tra le 144 presenti allo stadio di Sofia non hanno nulla a che fare con i disordini”.

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La Nazionale è in Salento, si pensa già al Montenegro


Non è iniziato male questo Lippi-bis: sette punti in tre partite ufficiali e primato nel girone di qualificazione ai prossimi mondiali, gioco discreto e tanti nuovi convocati, a creare un gruppo nuovo ed entusiasta. Il ct viareggino ieri è atterrato a Brindisi con tutta la sua truppa, un volo diretto da Sofia dove mancava solo Luca Toni, ammonito nel finale di partita e squalificato (ha raggiunto direttamente Monaco di Baviera): al suo posto Fabio Quagliarella, alla sua prima convocazione con Lippi, tassello mancante del tridente udinese (a quando la convocazione di Floro Flores?). Analizzando il pareggio senza reti in terra bulgara, il selezionatore azzurro non ha mancato di elogiare gli esordienti, al secolo Montolivo, Pepe e Rossi, a sua detta molto bravi e chiaramente oltre la sufficienza.

Quagliarella? L’ho convocato perché è una prima punta, sta facendo bene, ha già giocato in Nazionale in passato. Siamo più avanti rispetto al periodo premondiale sui tempi del nostro progetto. Sono state belle le parole pronunciate ieri da De Rossi, che ha detto che è facile entrare a far parte di questo gruppo, anche da giovani” ha poi proseguito Lippi che pare si sia calato bene nella riproposizione del suo ruolo di cittì. Dopodomani a Lecce arriverà il Montenegro di un ex giallorosso doc, Mirko Vucinic: non basterà l’attuale attaccante della Roma a spaventare gli azzurri, che dovrebbero scendere in campo in maniera molto simile alla partita di sabato. Certo, ci sono da valutare le condizione di De Rossi e Gattuso, che se non ce la dovessero fare costringerebbero Lippi a reinventare il centrocampo.

A causa dell’assenza di Pirlo, infatti, la mediana azzurra sarebbe totalmente inedita, con Montolivo e Perrotta insieme dall’inizio, coadiuvati da Aquilani, ieri in grande evidenza sul campo di Specchia, Galatina. La Nazionale infatti ha svolto un allenamento a porte aperte non lontano da Lecce sotto gli occhi di centinaia di tifosi entusiasti, tra cui anche Beretta, allenatore del Lecce. Dopo gli esercizi in campo, una partitella contro una rappresentativa giovanile del Lecce dove Aquilani, appunto, ha mostrato un ottimo stato di forma. Al centro dell’attacco dovrebbe presidiare ancora Gilardino, tanto più perché Toni è in Germania, mentre la difesa potrebbe cambiare per gli inserimento di Gamberini e Maggio, con lo spostamento di Zambrotta a sinistra e la panchina per Chiellini e Dossena. Qualunque sia l’undici la speranza è di vedere un calcio migliore di quello di Sofia: il pareggio sarà stato pure un risultato positivo, ma gli sbadigli sono stati un effetto collaterale a cui vorremmo in seguito poter rinunciare…

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I genitori di Antonio Puerta attaccano il Siviglia



E’ passato più di un anno da quella maledetta sera in cui il terzino del Siviglia, Antonio Puerta, perse la vita in seguito ad un malore sul campo di gioco. Lo choc per la tragedia è passato anche se restano vive negli occhi le immagini del giocatore che dopo esser svenuto si riprende ed esce con le sue gambe dal terreno di gioco per poi morire pochi minuti dopo. Purtroppo però dopo tutto questo tempo lo sconforto lascia spazio ai veleni, tesissimi sarebbero infatti i rapporti tra i familiari del giocatore e la società del Siviglia.

I genitori di Antonio Puerta hanno richiesto un risarcimento per danni morali pari a 240.000 euro, la società però per il momento ha ignorato tali pretese. Se la situazione non dovesse smuoversi dal punto morto in cui è ora la famiglia ha già minacciato di rivolgersi al tribunale. Secondo i genitori di Puerta al Siviglia erano a conoscenza dei problemi cardiaci del figlio ma avrebbero ignorato, o almeno sottovalutato, la situazione. Sotto accusa inoltre anche la gestione dell’emergenza nella serata fatale: a loro dire lo staff medico avrebbe commesso qualche leggerezza di troppo negli attimi concitati in seguito al malore.

L’avvocato di famiglia, Juan Manuel Mauduit, ad una radio spagnola ha anche dichiarato che la famiglia sarebbe in possesso di un video esclusivo, girato negli spogliatoi, che getterebbe ulteriori ombre sulla faccenda. Pare che in questa registrazione si senta uno dei soccorritori esclamare: “Glielo avevamo detto che sarebbe finita così“. Se ciò fosse vero aprirebbe inquietanti scenari su tutta la storia e un intervento della giustizia ordinaria sarebbe inevitabile.

L’avvocato Mauduit, ironia della sorte, è stato presidente dell’altra squadra di Siviglia, il Betis, dal 1979 al 1983. Il particolare, irrilevante in questa storia, non fa che aggiungere pepe alla storia. Da ricordare, infine, che non è la prima volta che la famiglia Puerta e il Siviglia battibeccano: in passato il motivo della discordia fu un’amichevole di beneficenza che la società aveva organizzato senza chiedere nessuna autorizzazione ai familiari. Seguiremo gli sviluppi di questa vicenda, anche se di fronte alla morte di un ragazzo sarebbe più elegante il silenzio.

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L’Italia atterra a Sofia: tutto pronto per la sfida di domani contro la Bulgaria


La Nazionale di calcio italiana è in Bulgaria: dopo l’allenamento di questa mattina, la banda allenata da Marcello Lippi è volata alla volta di Sofia dove domani sera incontrerà la Nazionale locale per un incontro valevole per le qualificazioni ai prossimi mondiali. E’ una squadra rinnovata quella messa su dal ct viareggino che, coerentemente col suo precedente mandato non ci ha sentito per giocatori come Panucci, Ambrosini e Cassano, tenuti enormemente in considerazione da Donadoni: spazio ai volti nuovi come quelli di Santacroce e Maggio, o ancora Montolivo, Rossi e Pepe. Dei cinque esordienti domani dovrebbe giocare solo quest’ultimo, inserito in un tridente in cui farà l’esterno insieme al suo compagno all’Udinese Di Natale; il dubbio è per chi farà la prima punta: sembra favorito Toni, ma il ballottaggio con Gilardino è quantomai incerto.

In porta scontato l’impiego di Amelia che va a sostituire l’infortunato Buffon, mentre la difesa è per tre quarti cosa fatta: sulle corse laterali Dossena e Zambrotta non hanno rivali, anche perché Maggio non è un terzino puro in grado di sostenere il tridente. Al centro invece, oltre capitan Cannavaro, si giocano la maglia da titolare Gamberini e Chiellini: teoricamente il titolare sarebbe lo juventino che però è reduce da un periodo di scarsa forma anche a causa dell’infortunio al ginocchio rimediato al Trofeo Berlusconi; se non dovesse giocare la Nazionale non avrà neanche un giocatore juventino, avvenimento alquanto raro. A centrocampo l’assenza di Pirlo è di quelle pesanti, come sottolineato ieri anche da De Rossi. Toccherà così proprio a quest’ultimo prenderne il posto, con Gattuso al suo fianco, benché il milanista abbia ancora la fasciatura alla mano.

A completare il centrocampo il terzo e ultimo ballottaggio: pare favorito Montolivo e le sue geometrie, ma alla fine Lippi potrebbe puntare sul dinamismo senza pari di Perrotta. Di certo, qualunque squadra scenderà in campo, gli azzurri non dovranno temere la selezione bulgara, povera di grandi nomi eccettuato Berbatov: l’attaccante del Manchester United è il grande spauracchio, ma predica più o meno da solo. Domani ultimo allenamento per l’Italia a Sofia, a porte chiuse: poi il match che potrà vedersi in diretta su Rai Uno. L’opportunità è di quelle ghiotte: andare a nove punti in tre partite, prima della sfida col Montenegro. Un filotto di vittorie spianerà la strada alla nostra Nazionale, sempre poco brillante nelle qualificazioni ai grandi tornei.

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Uefa: Fuori dalle competizioni europee i club indebitati

Uefa: Sanzioni per i club indebitati Non è vero che il calcio italiano è in crisi. O meglio, non è vero che solo il calcio italiano è in crisi. Non è nemmeno vero che la Serie A non affascina più i campionissimi stranieri come un tempo, perchè questi ultimi sono attratti da campionati più ricchi. In realtà sono attratti da società piene di debiti, ma più brave delle nostre a tenerli nascosti.

La Premiership ad esempio, è nella bufera in quanto l’attuale crisi finanziaria sembra aver particolarmente colpito l’Inghilterra, almeno per quanto riguarda il mondo del calcio. Emblematico il caso del West Ham di Gianfranco Zola, di proprietà di una banca nazionalizzata dopo la crisi.

Lord Triesman, presidente della federazione inglese, ha dichiarato:

“Il calcio inglese ha debiti per 3 miliardi di sterline (3,8 miliardi di euro), per due terzi sono debiti della Premier League”.

Ma quello delle società indebitate è un problema noto e diffuso, al punto che il segretario Uefa, Taylor, avverte:

“In futuro cercheremo di escludere dalle Coppe i club più indebitati. L’esclusione dalle coppe rappresenta ‘l’ultima sanzione’ per le società piu’ indebitate. Sarebbero previste forme di comunicazioni, sotto forma di avvertimenti, prima di passare all’ultima sanzione”.

In Italia difficile capire chi potrebbe salvarsi da questa eventuale esclusione. Le grandi sono tutte indebitate, con la differenza che chi è guidata da un magnate (vedi Moratti, piuttosto che Berlusconi) si sono sempre tirate fuori grazie ad interventi (più o meno leciti) dei proprietari. Altre, con Juventus e Roma in testa, ad oggi, probabilmente non avrebbero i requisiti richiesti dalla Uefa per partecipare alle Coppe.

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Firenze: tutti uniti per Stefano Borgonovo


Campioni del passato viola e rossonero, campioni del presente. Ma sono qui in veste di amici, persone che hanno conosciuto e frequentato Stefano Borgonovo quando tirava calci ad un pallone e che lo ritrovano, dopo tanti anni, immobile su una sedia. E’ Roberto Baggio, il compagno in viola di Stefano di fine anni 80, a prendere per mano Borgonovo e ad accompagnarlo in giro per lo stadio Franchi gremito in ogni ordine di posto. (foto serata)

Un eroe moderno è la definizione che utlizza Baggio. Difficile dargli torto. Stefano, più forte che mai, si rivolge al pubblico e invita a non incolpare il calcio e a continuare la battaglia contro la malattia che definisce stronza. Ruud Gullit non trattiene le lacrime così come succede a Sacchi e Ronaldinho.

Il pubblico di Firenze grida a più riprese il coro Borgogoal Borgogoal e applaude il coraggio e la dignità di Borgonovo, coperto dalla maglia numero nove. Sua figlia non lo abbandonerà mai per tutto l’arco della serata. E Stefano non perde la voglia di scherzare: “Roby, a vederti qui hai qualcosa dell’allenatore”, rivolgendosi a Baggio. “Non capisci niente!”, gli risponde bonariamente il divin codino. “Sei il giocatore più forte degli ultimi 50 anni”, dice Borgo.

Il ricavato della partita servirà per creare la “Fondazione Borgonovo”, stanzierà fondi per la ricerca e garantirà assistenza domiciliare e ospedaliera ai malati. L’aspetto meno importante della serata, la partita. Ancelotti ripropone la storica difesa: Tassotti, Costacurta, Baresi, Maldini. Il centrocampo è formato da Albertini, Emerson e Ambrosini. Donadoni corre sulla fascia, Massaro in avanti insieme a Ronaldinho. Prandelli ha Di Chiara insieme alla difesa di oggi, Donadel accanto a Beppe Iachini e Mazinho, Santana rifinitore per la coppia d’attacco Pazzini-Pruzzo. Finirà 4-1 per i viola.


Tutti uniti per Stefano Borgonovo
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Freestyle: il campione italiano è Domenico Grasso



Quanti pomeriggi passati a contare i palleggi, a tirare la palla al muro e ribatterla al volo, a provare i giochetti con il pallone da calcio in attesa che qualcuno vi vedesse compiere i nostri piccoli record. C’è chi di questi tricks (giochetti in gergo) ne ha fatto una passione, poi sport e addirittura arte. Sono i freestylers, ragazzi di strada che con il pallone e in solitaria fanno ciò che vogliono, tutt’uno con la palla creano movimenti che difficilmente ci capiterà mai di vedere in una normale partita di calcio.

La disciplina del Freestyle con la palla ormai ha una considerazione piuttosto alta nel mondo del calcio in senso lato. Ci sono le crew, cioè i gruppi di acrobati vanno in tour e partecipano ai contest che più che gare sono degli spettacoli veri e propri dove per vincere oltre alla tecnica e alla bravura viene premiata sopratttutto la fantasia. Uno dei più importanti appuntamenti con il Freestyle in Italia è il Red Bull Street Style che ha svolto le sue finali a Roma in quel del Ponte Milvio nello scorso Giugno e da dove uno solo ne è uscito vincitore. Il suo nome è Domenico Grasso, si esibisce per le strade di Brescia, ha diciassette anni e, a sua detta, non sa giocare al calcio.

Domenico però è riuscito a spuntarla nell’importante gara tra tutti i migliori freestylers italiani:

È un sogno che si avvera. Ero davanti ai ragazzi più bravi d’Italia con la musica a tutto volume. Li ho battuti con il patw (palle around the world), un trick inventato dallo svedese Richard Palle Sjolander. È la mia mossa segreta, tre giri del piede intorno alla palla prima di riprenderla. La gara è stata dura: i due contendenti avevano a disposizione un round da tre minuti. Ognuno può trattenere la palla per venti secondi senza mai toccarla con le mani né farla cadere, poi deve passarla al volo all’avversario. L’arbitro ritma i passaggi a colpi di fischietto. Una giuria decreta il vincitore.

A detta di tutti è stata la vittoria del più tecnico. Il veloce acrobata di giovanissima età oltre a guadagnare il suo bell’assegno, grazie alla vittoria ne Red Bull Street Style parteciperà ai mondiali di Freestyle che si terranno nella patria dell’acrobazia calcistica, in Brasile nella città di San Paolo. Lì Domenico Grasso sfiderà ben 49 altri pazzi palleggiatori provenienti da altrettanti paesi del globo tra poco più di un mese. In bocca al lupo Domy!

Guarda il servizio di Sky sul RedBull Street Style
Guarda la finale del contest con Domenico Grasso

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Svaligiata la villa di Adriano


Sabato sera Adriano era di scena a San Siro: Inter contro Bologna, per il brasiliano una maglia da titolare festeggiata da un assist e un gol. Peccato che questo ragazzo non possa godere mai dei momenti belli, perché la bella prestazione è stata letteralmente rovinata dalla scoperta da lui fatta al rientro a casa, a San Fermo della Battaglia a pochi chilometri da Como. La sua abitazione, mentre lui era impegnato a giocare, era stata messa a soqquadro: violati i sistemi di sicurezza, una banda di malviventi era penetrato all’interno della sua villa non lesinando atti vandalici.

Dopo il turbamento iniziale, lo sconforto alla scoperta che la cassaforte era stata portata via interamente, sradicata dalla parete : all’interno effetti personali e oggetti di valore; trafugatigli anche vestiti, per un bottino abbastanza consistente. Ora la polizia è all’opera per cercare di individuare i malviventi; tutta la dinamica è al vaglio degli inquirenti che utilizzeranno anche le riprese effettuate dalle telecamere del circuito di sicurezza. La speranza è che si riesca ad individuare la banda per ridonare, se non la serenità, almeno i proprio averi al giocatore nerazzurro.

Questo infatti è rimasto estremamente turbato dalla vicenda, come normale che fosse. E pensare che tutto ciò è successo in una serata particolare, come accennato all’inizio: gol in campionato con la maglia dell’Inter dopo quasi un anno di digiuno, fiducia di Mourinho e anche di Dunga, che ha convocato il centravanti per le prossime partite del Brasile. Evidentemente è destino che Adriano non debba mai godere a pieno delle sue fortune.

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